10/09/2004
LA PRIMA VOLTA
Cocente estate. Dopopranzo lento e sonnacchioso. Siesta sospirata ma rinviata. Silenzio tutto intorno, strade vuote. Climatizzatore acceso, unico conforto.
Come al solito, come sempre, sono solo in studio. Devo completare questo progetto di elipista e relativo hangar entro la fine di agosto. Lavoro ma non mi dispiace. Nessun cliente che rompe. Nessun rappresentante da evitare. E loro, la mia famiglia, in vacanza. Almeno ho la coscienza a posto. Per le mie scelte professionali, loro non sono costretti a rimanere a casa.
La mamma mi ha preparato un bel pranzetto. Mi fa sentire un principe, come ai bei tempi in cui, scapolo, vivevo ancora con lei.
Ho sentito al telefono poco fa Gae e Alain. Si divertono, sono contenti. E in più mi hanno pugnalato. Ci manchi, papà!
Tenuta da turista. Bermuda cachi, polo Lacoste rossa, scarpe da tennis in tela bianchi. Mi prendo in giro immaginandomi in vacanza. Eh caro vecchio Adriano, che cantavi Azzurro fantasticando sul tuo giardino tra oleandri e baobab e leoni, come ti capisco!
Lo stereo acceso alle mie spalle vibra note musicali ormai ripetute e consumate. Ascolto questo cd da quindici giorni. Bello ma ormai troppo sentito. Fino alla nausea la seconda traccia. Addio Pinuccio. Il tuo compito taumaturgico di smemorizzarmi qualcosa o qualcuno sta per esaurirsi. Passo alla radio.
Col telecomando mi sposto lungo le sintonie dell’etere.
Giornale radio. Esodi in partenza, esodi in arrivo. Anche gli africani vanno in vacanza, sulle spiagge tropicali di Lampedusa. E poi si lamentano!
Il mio idolo gira per lo shopping center in bandana (o era un condom?). Ah quanti sacrifici deve fare questo sant’uomo per farci capire che va tutto così magnificamente bene!!
Cambio sintonia.
Di nuovo quello che è uscito fuori dal tunnel?? Ma fatti una salutare passeggiata sul lungomare, amico! Uffa!
Vorrei solo un po’ di musica distensiva, chiedo molto?
Cambio sintonia. Una voce nasale.
C'è solo un fiore in quella stanza
e tu ti muovi con pazienza
la medicina è amara ma
tu già lo sai che la berrà.
Ueeeee, ciao Edoardo. Quanto tempo?
Se non si arrende tu lo tenti
e sciogli il nodo dei tuoi fianchi
che quel vestito scopre già
chi coglie il fiore impazzirà.
Mi blocco. Cado in trance. Sul viso mi si modella un sorriso da tonto. Gli occhi vagano lontano nel tempo.
Farà per te qualunque cosa
e tu sorella madre e sposa
e tu regina o fata tu
non puoi pretendere di più.
La mia Fata ha fatto sparire lo screensaver della mia mente. Tante icone. La cerco. Eccola lì, appartata. Un’icona a forma di una FIAT 126 intitolata La prima volta. Muovo il mouse, punto la 126 con la freccetta e ci clicco due volte. Swammmm... si apre un ricordo. Ennesimo flashback.
E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu.
Mi ritrovo dentro una vecchia FIAT 126 beige. Quella di mamma. Era una delle prime volte che la guidavo da solo. Qualche marcia sgranava ma riuscivo a spostarmi. Non ne avevo mai avuto bisogno, tanto avevo gli amici automuniti e militesenti che mi trasportavano, ed ero ancora senza patente. Una strada buia fuori dalla periferia del paese. In piena campagna. Cielo terso e stellato. L’aria piacevole di un’estate consuetamente torrida di giorno e inconsuetamente fresca di sera. Al mio fianco Brunella, una bella ragazza. Anzi, una ragazza bona.
In auto era installata una radiolina dalla quale trasmettevano quel brano.
E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, né trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà.
Non era una passeggiata normale. Stava per succedere qualcosa di ‘indimenticabile’. O almeno in quello speravo. Ci avevo lavorato su già da qualche settimana.
C'è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può.
Colpa di Giuseppe. O devo dire grazie a Giuseppe? Con la sua fissa di volermi fare conoscere ragazze, col compito -gravoso?- di farmi dimenticare di lei.
Tornavo dagli studi a Milano per le vacanze estive. Mi faceva trovare la tavola imbandita. Comitiva di amici con nuove conoscenze femminili. Scappate al mare, a Taormina, serate in giro per Catania.
Ma il suo forte era propinare a qualche ragazza l’arrivo di un suo amico che studiava al Politecnico. Bello, intelligente, simpatico, affascinante, romantico e tante altre cazzatelle del genere. Quasi come una stella cometa li conduceva a me. E il bello era che ci riusciva bene.
Nemmeno il tempo di venire a prendermi alla stazione, di salutare mia madre e mio fratello, posare le valigie e, con ancora quella puzza tipica dei treni italiani che ti rimane dentro le narici e sotto la pelle, si partiva al primo appuntamento. Riunione tra amici per organizzare la serata.
Quell’estate mi era stata presentata Brunella. Biondina, capelli corti, gran bel seno, sedere granitico, cosce sode, broncio monellesco, fronte accigliata, sguardo ammaliante, ancheggiamento invitante, diciottenne.
Mentre mi stringeva la mano, mi analizzava coi suoi occhi ladri. Mi prese le misure, mi valutò e dalla sua perizia tecnico-estimativa ne dovetti uscire con una buona votazione, visto che si mise al mio fianco per tutto il pomeriggio e, mentre il branco passeggiava, non mi lasciò più da solo. Non mi fece molte domande personali, ma parlava comunque con scioltezza del ..... nulla. E la cosa non mi dispiacque. Non avevo alcuna voglia di intavolare discorsi similseri.
Giuseppe, Franco, Santo e Pippo seguivano tutta la mia vicenda. Tutta la storia minuto per minuto! Ogni volta che uscivo con Brunella, era obbligatorio incontrarsi in piazza San Rocco, a qualunque ora riuscissi a liberarmi.
Erano gli ultimi scampoli di quella stagione della vita in cui ritenevamo più importante l’amicizia maschile rispetto all’amore per una donna. E ci confidavamo tutto. In particolare sui nostri amori o sulle nostre avventure sentimentali.
Il contratto non scritto tra loro e me prevedeva l’assoluta esposizione dei fatti a fine serata, comprese le pomiciate, i petting e gli strusciamenti.
Ma, anche se la ragazza era considerata una tra le più desiderate del paese, non erano lei e il suo corpo l’oggetto delle ‘morbose’ curiosità dei miei amici. Tutti loro degustavano il GRANDE EVENTO che stava per avvenire: la mia prima volta!
Ebbene si, ero ancora verginello! Così come mamma mi fece, si diceva una volta.
Il mio lungo fidanzamento col Grande Amore era trascorso all’insegna di un grande sentimento. Mi si era inculcata la curiosa convinzione che l’amore mischiato al sesso venisse trasformato in una cosa quasi ‘sporca’.
L’unica forma di educazione sessuale veniva dal tamtam tra amici coetanei, tutti meno esperti di te. Un sesso malizioso. Proveniente perlopiù da letture a occhi sgranati di giornalini o fumetti porno.
E le letture classiche di allora ci spiegavano di amori eterei, immateriali, privi o quasi di contatti carnali. Sesso e amore, distinti e separati.
Anna Karenina, Madame Bovary, il protagonista de L’educazione sentimentale di Flaubert -di cui ora non ricordo il nome- avevano si amanti, ma le effusioni amorose si limitavano a baci. Passionali, ma sempre baci.
Come diceva Francesca del suo Paolo:
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse
soli eravamo e senza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
E noi a chiederci: non lessero più perché facevano ‘altro’ o rileggevano sempre lo stesso passo? Mah. Amletico dilemma.
Insomma, che vogliate crederci o no, non avevo mai fatto l’amore. E gli amici avevano scelto per me quell’agnello sacrificale: Brunella. Una ragazza con già qualche esperienza, quindi smaliziata, non appiccicosamente affettuosa, disinvoltamente disponibile. Ma solo per chi le piacesse, chiaramente.
Qualche ora prima, seduti davanti a una granita, gli amici erano stati estremamente generosi nel dispensarmi consigli. O prese per il culo.
Allora, mi raccomando, il pisellino non deve solo entrare e poi finisce tutto lì. Devi muoverti, capito?
Ma ti è chiaro dove deve entrare?
Sentiteli gli scopatori della domenica! Ma andate a fare in culo, stalloni provinciali da quattro soldi!
E giù grandi risate.
Parcheggiai alla fine di quella strada senza sbocco. Alla nostra destra una profonda cavità lungo la quale nella preistoria scorreva qualche fiume. Alla nostra sinistra un’alta parete rocciosa. Quando ci ripasso, dopo tanti anni, con la luce del giorno mi chiedo se fosse incoscienza l’andarsi a riparare lì sotto, visto il continuo rotolare di massi da quella scoscesità.
Sedili non reclinabili. Trasferimento su quelli posteriori.
Non impiegammo troppo tempo per arrivare ai baci, alla scoperta dei propri corpi giovani e sodi. Via i vestiti. Eccitazione al top. Uno di fianco all’altra.
Poi mi alzai per mettermi di fronte a lei. Le allargai le gambe. Una sua domanda stupida e inutile: che fai? Lo sai cosa faccio, ora vedrai. Pensai dentro di me. Non oppose alcuna resistenza. Mi chiesi: che minchia di domanda? Come se fosse la prima volta per lei!
Iniziai a entrare quando, all’improvviso, lei fece: Ahi, fa male. Fai piano!
Fa male? Fai piano? Ma che dice? A parte che ho appena aperto l’uscio, e io non sono mai stato fornito di alcunché di eccezionale, ma non avrei dovuto trovare tutto, come dire?, pronto?
La cosa si ripetè sempre più spesso a ogni tentativo, a ogni centimetro.
Oh cazzo, e io che credevo di avere la vita facile!!!
Ora non ricordo bene come finì, ma una cosa sembrava evidente. Mi fece capire con chiarezza di essere vergine o.... quasi.
Nemmeno il tempo di accompagnarla a casa che passai dalla piazza. I deficienti erano tutti lì presenti ad aspettarmi in ansia.
Allora? Come è andata? Cosa hai fatto? Ti è piaciuto? Ci sei riuscito? Come ti senti?
Aooooo... uno alla volta!
Raccontai i fatti e gli inaspettati... dolori.
Parlò solo Giuseppe.
Minchia, disse perplesso, sono le stesse identiche cose che ha detto e fatto con gli altri. Mi sa che la signorina adotta, con regolare consuetudine, lo stesso cliché con tutti. Recitazione ripetuta e imparata a memoria.
Mi guardarono tutti in faccia. Visi seri e volti accigliati. Li guardai uno per uno. E, a un tratto e all’unisono, mi scoppiarono a ridere in faccia.
Ma andate a fare in culo, voi e lei pure!!! dissi. E scoppiai a ridere anche io.
Insomma, la mia prima volta...... preso per il culo!
09:36 Scritto da: alain90 in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (26) | Segnala
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Commenti
che bel ricordo... :) bacio, -noemy-
Scritto da: noemyssima | 10/09/2004
I tuoi racconti sono sempre molto intensi. Hai la bellissima capacità di trasmettere sensazioni ed emozioni. Mi sembra sempre, leggendoti, di essere lì a vivere quelle stesse sensazioni. E con questo ultimo racconto ci crederai o no mi hai letteralmente fatto diventare la pelle riccia. Giò ( alias animagentile )
Scritto da: malin.conia | 10/09/2004
bravissimo alain,come al solito bel pezzo.... le cose le fai vivere tu...ti ho cercato in lungo e in largo questa mattina...stai facendo tentativi,stai provando x quella cosa?? io si ma non riesco..... :-((( so' de coccio alain ahaahhahahahaha a baciooooooooooo ooo Ros
Scritto da: ilsoleelacometa | 10/09/2004
Emozionante.... ..ovvero in grado di destare, in chi legge, commozione, turbamento, eccitazione, impressione viva, tenerezza...... La tua sensibilità, il tuo modo di descrivere le sensazioni vissute suscitano tutto questo...e poi è un privilegio potere "ascoltare in anteprima" stralci delle tue "emozioni remote"... già ti immagino in Piazza San Rocco mentre racconti agli amici della tua prima volta. Sorrido divertita mentre penso al tuo visibile imbarazzo nell'esporre l'accaduto...s empre in maniera misurata, gentile...non riesco ad immaginare alcuna volgarità o sguaiatezza nelle tue parole...magari i "deficienti" premevano per sapere qualche particolare più scabroso...la stessa maniera delicata e leggiadra con la quale maneggi la penna, scrivendo non parole...ma immàgini ben visibili ad un attento lettore. Questione di atmosfera...e tu sai creare in me tutto questo.
Vado, a quest'ora non sarai più in "fila".....(a proposito, ti sei accorto che c'ero anch'io, anzi "soltanto" io, lì con te?)
Scritto da: null | 10/09/2004
Che bel pieno di emozioni ho fatto leggendoti. E' sempre un piacere. Giulia
Scritto da: giuliacorsi | 10/09/2004
Questo post mi ha riportato indietro nel tempo.
Un saluto .Ho iniziato dalla A .Ciao ponchiolino.
Scritto da: kite-white | 10/09/2004
Il mio caro splendido Alain;-) Torneremo a parlare prestissimo spero.Un bacio enorme tesoro^_*Angeli ka
Scritto da: karamella- | 10/09/2004
Rinnoviamo l’invito a partecipare al convegno del 31 ottobre: “Dalla stanza delle chiacchiere alla vita reale: Il popolo di Internet ad Assisi”. Il tema che è andato definendosi è quello riguardante internet come nuova frontiera per la comunicazione e la cultura (arte, letteratura ecc.). Ti invitiamo, se sei interessato ad inviare, entro il termine massimo del 20 ottobre la scheda di adesione che troverai qui: http://www.spaz iodi.it/silvia/i scr_assisi.asp ed eventuale titolo dell’intervento , con una breve descrizione del contenuto. Stiamo preparando l’elenco degli interventi che sarà pubblicato sul blog di butterfly3000 che potranno consistere anche in poesie, racconti e proprie esperienze maturate in questo mondo.
Un caro saluto sofia e butterfly
Scritto da: sofia3000 | 10/09/2004
Beh, mio giovin signore, che dire...ho seguito con il fiato sospeso tutto il racconto, sorridendo, ridendo e provando emozioni...gran capacità la tua di orchestrare situazioni diverse, senza mai scadere nell'ovvio e senza mai esagerare. Che piacere leggerti e ...bel finale, con sorpresa!
Scritto da: gasolinedreams | 11/09/2004
Ma come fai mio splendido Alain a regalarci tutte queste emozioni in un solo racconto? Io ti darei due premi piu'che speciali,anzi 3, no meglio 4;-) Uno per l'ironia con cui affronti ogni dialogo,l'altr o perchè sai essere sempre semplice e delizioso allo stesso tempo.Non finisce qui,perche' il 3 premio va ai tuoi occhi che meritano la giusta collocazione in questo "award" non solo perche' sono bellissimi, ma perche' sanno osservare e catturare nel modo migliore. Il quarto e ultimo(anche se ne aggiungerei altri) va al tuo charme e siccome ne hai da vendere sono sicura che lo sfoggerai anche in questo weekend mio tesoro! Attendo notizie...ehehe heh^_*Mille abbracci e un bacio, dove lo desideri e' li' che lo lascero';-)Ang elika
Scritto da: karamella- | 11/09/2004
Forse è per questo che scrivi solo di tanto in tanto. Se lo facessi più spesso i tuoi vividi ricordi potrebbero farci quasi male male. Il vento della sera ci ricorda che il tempo passa, ma certe situazioni, certe "Fiat 126", certe emozioni non usciranno mai dalla nostra vita Sono là, nei nostri pensieri con la dolcezza e il "quasi- rimpianto" con il quale li descrivi tu. Da accarezzare ...Un grazie e un abbraccio.
Scritto da: setteparole | 11/09/2004
I ragazzacci/e e ... bei ricordi! Leggerti è sempre un piacere (..hai sbagliato mestiere!!!) ...ho fatto anche la rima! un abbraccio amico mio!
Scritto da: io.libera | 11/09/2004
CAVOLO....COME HO FATTO A NN PENSARCI PRIMA........MA CHE DICI..POI NN E CHE SI SENTA UN CATTIVO ODORE....???SAI DI SOLITO LI CI AMMAZZO LE PERSONE.......E HEHEHHE......... ciaoooooooooo
Scritto da: kk100 | 12/09/2004
A PROPOSITO...SIM PATICO IL TUO LA PRIMA VOLTA.....DOVRO ' SEGUIRE IL TUO ESEMPIO...NE SENTIREMO DELLE BELLE.......SAI LE RISATE CHE CI FAREMO...AZZZZZ ZZZ...........
Scritto da: kk100 | 12/09/2004
Aleeeeeeeen.... ....ma dovevi proprio raccontarlo il nostro primo incontrooooooo? Secondo me i peperoncini che hai mangiato ti hanno dato alla testa...... la prossima volta tornerai a casa TUTTU SPAIDDATU E MORTU DI FAMI........DIS ONESTO BLOGGER......Un bacio (Fridda)
Scritto da: null | 12/09/2004
DA OGGI SI DA VITA A MONELLANDIA, LA CITTA' DEI BLOG CHE SI INCONTRANO PER ISTITUIRE IL PIU' MONELLO E LA PIU' MONELLA DEL BLOG. TUTTI SONO CHIAMATI A PARTECIPARE E A DARE IL LORO GIUDIZIO SU CHI MERITA DI ESSERE PREMIATO COME MONELLO DELL'ANNO, DEL MESE, DELLA SETTIMANA, DEL GIORNO. OVVIAMENTE CI VOGLIONO LE MOTIVAZIONI. SPARGI LA VOCE PERCHE' IO CHE SONO UNA MONELLA VOGLIO PARTECIPARE CON TE AMICO/A BLOGGERS..(ghgh ghghghghghggh) A presto per aggiornamenti e ne vedrete delle belle, parola di KARAMELLA, CON LA KAPPA^_*ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI.NESSUNO PUO' TIRARSI INDIETRO,O SARA' MESSO IN CASTIGO. NON VUOI FINIRE NELLA LISTA NERA VERO???:-)))))
Scritto da: karamella- | 13/09/2004
Poter avere un tuo commento e' cosa preziosa.....Gr azie.
Scritto da: giuliacorsi | 16/09/2004
Ciao Alain.....ti ringrazio per essere passato da me....sono giorni difficili sotto tanti punti di vista. Ma io non demordo. Ricambio il saluto e naturalmente l'amichevole abbraccio. Giò
Scritto da: malin.conia | 16/09/2004
Passo soprattutto per lasciarti il mio bacino della sera, magari illuminera' questo cielo che un po' ovunque sembra grigio:-)) Quando entro qui c'e' sempre uno spiraglio di luce che entra dalla finestra, e la tua soffitta diventa come un paradiso:-) Un abbraccio mia splendida canaglia...p.s. Non ricordo se ti avevo gia' informato dei miei problemi con la posta. Ho perso molti indirizzi e sto cercando di risolvere dei piccolissimi impicci con il pc, per cui tesoro ti invio nuovamente la mia email, se hai ancora desiderio di parlare con me io sono sempre a tua disposizione:-) Ancora un bacio, eccola: karamella.2@vir gilio.it^_*Tua Angy
Scritto da: karamella- | 16/09/2004
..piacevolissim a presenza.... ;-) buon we A.S. un bacio
Scritto da: io.libera | 17/09/2004
MESSAGGIO PER MARCO E MONICA. Carissimi Marco e Monica, l'avere saputo che le cose che io scrivo sono state per voi due come il Lancillotto per Paolo e Francesca, mi inorgoglisce e mi rende felice. Per questo motivo considerate questo messaggio come una dedica speciale a voi due, anime innamorate. Caro Marco, saprai molto meglio di me che Monica è una donna specialissima che ha bisogno solo di essere rispettata e amata, dalle questo ed entrerai nell'olimpo dei grandi uomini. Ma, se lei ti ama, vuol dire che tu sei la persona giusta. Monica mi ha detto una cosa, però. Che voi due siete 'malati', non siete normali. Cazzo, siete troppo alti. Fatevi segare un po' di gambe. Caro Marco, non me ne frega na mazza se tu sei geloso o no, ma, se passate dalle mie parti in Sicilia, PRETENDO un abbraccio e un bacio dalla tua dolcissima Monica. Vi abbraccio, angeli
Scritto da: alain90 | 17/09/2004
Ehehe sempre ragazzaccio resti...Un abbraccio!
Scritto da: blacklimousine | 19/09/2004
hei allora ci sei............ .te si scurdat e me?
Scritto da: GelidoCapriccio_f | 19/09/2004
aluzzo,
trucchetti ne usiamo, ahimè, tanti, ma quello di fingersi vergine non l'ho mai sentito.. simulare orgasmi, e va bene. simulare mal di testa e va bene. sveltine perchè non ci va troppo, va bene. ma fingersi vergine, quello è sadismo, specie se il verginello di turno sei tu, che dietro alla maschera di affascinante adulatore sei un imbranato.. ho riso tanto.
un bacio.
Scritto da: kitty_wu | 03/06/2005
Ad un siciliano che vuole "rovistare tra i ricordi accatastati nella soffitta della sua vita" ............... ................ ................ ...........le parole e la musica(spetta a te cercare la musica) di due siciliani dall'animo profondo, ............... ................ ................ ........ma il cuore di una bimba siciliana che spera di restare per sempre in questa meravigliosa soffitta!
"chissà cosa mormora il vento.......... ................ ................ ................ . stasera col suo lamento, dietro la porta laggiù......... ................ ...........
di già il caminetto si è spento, io chiudo gli occhi e rammento, gli amori di gioventù....... ................ ................ ................ ................ ..............
Di voi che resta antichi amori.......... ................ ................ ................ ..
giorni di festa, teneri ardori,........ ................ ................ ................ .....
solo una mesta foto ingiallita tra le mie dita........... ................ ...........
Di voi che resta sguardi innocenti, lacrime e risa e giurameti...... ..........
solo sepolto in un cassetto qualche biglietto...... ................ ................
Sere d'aprile sogni incantati, capelli al vento, baci rubati, ............... .....
che resta dunque di tutto ciò ditemi un po'........... ................ .............
rivedo un viso, mormoro un nome, ma non ricordo quando e ne come,.......... ................ ................ ................ ................ ................ ..
penso a un villaggio dove non so se tornerò........ ................ ...............
Mai più mano con mano nel buio, stupiti d'essere due, felici senza un perchè......... ................ ................ ................ ................ ................ .
mai più fiori nascosti nel libro, il cui profumo ci inebria, ma presto evapora ahimè!!!!!!!!!. ................ ................ ................ ................ ..
Di voi che resta antichi amori, grandi segreti complici cuori, solo nel petto maleguarita qualche ferita......... .
di voi che resta parole audaci, carezza caste, timidi baci, solo una cenere che più non fuma ma si consuma........ ................ ................ ...............C hiari di luna, dolci sentieri e tu perduta anima di ieri, perchè sparisti chi ti rubò dimmelo un pò............. ................ ................ ................ ................ ................ .. Solo un motivo risento ancora di un fuggitivo disco d'allora e a un luogo penso dove non so se tornerò" (bufalino-batti ato)
non voglio sentire la tua mancanza un giorno!bacio bet.
Scritto da: argo1981 | 28/07/2005
molto bello!!! Complimenti...
Scritto da: null | 16/05/2006
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