02/11/2004
CORNUTO
Che vacca!!!!
Che motivo aveva? Non le ho fatto mai mancare nulla, sesso compreso.
Ho sempre lavorato, a volte anche di notte, per farle condurre una vita tranquilla e senza patimenti alcuni. Aveva tutto il cibo che voleva. I nostri figli sono sempre stati così manzi.
Beh, se è per questo, hanno preso da lei. Così calma, posata. Senza grilli per la testa. E, appunto per questa sua mansuetudine, l’ultima cosa che avrei immaginato era vederla in quella scena. A fare l’amore con un altro.
Si, è vero che io non sono mai stato un santo nei confronti dell’altro sesso.
Ma, cazzo, io sono un maschio!
Ho avuto tante femmine in vita mia. E sono convinto di averle soddisfatte tutte. Ma per me non era un gioco, un divertimento. A volte ero quasi costretto. Ne andava del mio onore. Maschio da monta.
E poi a vedere quei culi! Ahhhh...
Sono convintissimo che il creatore le ha fatte con quel gran didietro appunto per far godere noi maschi. E io, a vedermeli lì davanti, mentre loro lavoravano o mangiavano o passeggiavano... impazzivo. Era più forte di me. Un saltello e... via! E nessuna di loro mi resisteva. Si fermavano, drizzavano le orecchie, mi facevano spazio e, come a dirmi, accomodati... fai pure. Alcune continuavano le loro cose come se nulla fosse. Altre mugugnavano. Per piacere, pensavo.
E poi, non per vantarmi, io sono ben dotato! E, visto che il Creatore, mi ha dato questa virtù, perché non ringraziarlo come dovuto?
Ma lei no, non doveva. Lei è femmina. Lei non doveva tradirmi. Vacca!
Si, una gran sporca vacca!!!
Non me lo meritavo.
Tornavo a casa tranquillo, felice di avere trascorso un’altra giornata rispettando i miei impegni. Per strada avevo raccolto per lei un mazzo di fiori di campo. Belli, colorati, profumati. Mi godevo già l’immagine dei figli che mi facevano festa nel vedermi, lei che mi correva incontro e mi abbracciava e baciava. Il suo sorriso, i suoi occhioni paciosi.
La vacca!
Ho fatto di tutto per non fare rumore, per non avvertirli del mio arrivo.
Uno strano silenzio. Nessuna voce dei figli che giocavano o che litigavano, come di consueto.
Spinsi leggermente la porta. Mugugni? Sospiri? Gemiti?
Spalancai la porta e li vidi.
Lei girata di spalle. Lui che le era zompato di sopra. Il suo sesso - cazzo! più grosso del mio! - che entrava e usciva.... entrava e usciva... entrava e usciva... E lei che mugugnava, sospirava, gemeva.
Mi caddero a terra i fiori. Rimasi immobilizzato... di ghiaccio.
Non era possibile! La mia Camillina!
Vacca! Ecco cosa è! Una gran vacca!
Poi, poco a poco, il sangue, che sembrava coagulato, cominciò a ricircolare nelle mie vene. Ma tutto in una sola direzione. Verso la mia testa. Il bianco degli occhi cominciò a colorarsi di rosso. Sbuffai.
Li ammazzo, pensai, li ammazzo.
Sono due animali e come animali devono morire!
Stavo per partire verso di loro con tutta la furia che usciva dalle mie viscere, quando il sangue, all’improvviso, cominciò a defluire dalla mia testa. Cominciai a pensare ai miei figli. A cosa sarebbe stata la loro vita senza madre nè padre. Si, senza padre, perché anche la mia vita sarebbe finita in quel momento.
Tornai sui miei passi, uscii di casa e vagai per la campagna senza meta, senza alcuna direzione.
Mi frullavano tanti pensieri per la testa. Tanti ricordi. Io l’avevo amata, sempre. Ma ora lei..... che vacca!
Senza sapere come, mi ritrovai nella piazza principale del paese. Era sera. Era freddo. Tutto deserto.
Vidi le sole vetrine illuminate. Quelle di un bar o ristorante. Dai vetri appannati non individuai chi ci fosse dentro.
Ecco, pensai, intanto annego il mio dolore nell’alcool.
Spinsi la porta con furia. L’anta sbattè violentemente e i vetri andarono in frantumi.
Sarà stata quella violenza, saranno stati i miei occhi pieni di furia rabbiosa, sarà stato il mio sguardo da residente degli inferi, fatto sta che tutti i commensali si alzarono impauriti e scapparono in un fuggi fuggi generale. Tra le grida delle signore impellicciate e la tosse degli uomini ai quali era rimasto il boccone in gola.
Tutti quei tavoli per terra, le tovaglie rosse cadute, la tappezzeria porpora.... mi fecero ulteriormente imbufalire. Cominciai a spaccare tutto...
Poi ricordo solo che entrarono degli uomini in divisa coi fucili in mano. Presero la mira e mi spararono.
La furia si bloccò, le gambe non ce la fecero più a reggermi in piedi, le pareti e il soffitto del ristorante cominciarono a girarmi attorno, la vista cominciò ad annebbiarsi e, mentre cominciavo a perdere conoscenza, mi rimase un’ultima scena davanti agli occhi.
Lei che godeva ingroppata da un altro maschio. La vacca!!!
da La Repubblica del 26 ottobre 2004
UN TORO IRROMPE AL RISTORANTE
L'animale ha sfondato a testate la porta del locale
Poi ha caricato. I clienti si sono rifugiati al secondo piano
Dopo due ore l'animale è stato narcotizzato
Il fatto è avvenuto a SAN VITTORE DEL LAZIO (Frosinone)
- Stavano cenando al ristorante, ieri sera, e tra una portata e l'altra mettevano a punto lo statuto di un'associazione di avvocati in via di costituzione quando, all'improvviso, hanno visto un toro che incornava la porta d'ingresso. Sono bastate un paio di testate dell'animale imbufalito per spalancarla. Il toro è quindi entrato nella sala de "La divina" (questo il nome del locale) ed ha iniziato ad annusare tutte le portate che si trovavano sui tavoli. Poi, forse disturbato dal fuggi fuggi generale, ha cominciato a caricare sedie, divani e quant'altro capitava al suo passaggio.
I quindici avventori ed i proprietari del ristorante, situato ai confini con il comune di Mignano Montelungo, in provincia di Caserta, hanno trovato rifugio ai piani superiori ed hanno così potuto chiedere aiuto ai carabinieri ed al 118.
Alcuni clienti, infatti, si sono sentiti male, qualche altro nella fuga ha riportato contusioni. Dopo due ore di lavoro dei vigili del fuoco e di un veterinario dell'Asl, l'animale è stato addormentato e riconsegnato al proprietario, un allevatore che vive poco lontano dal ristorante ed al quale il toro era sfuggito.
10:18 Scritto da: alain90 in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (19) | Segnala
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