21/12/2004

UNA CASA

Eccomi a cominciare un nuovo lavoro. A inventare.
Mi siedo davanti al computer. Apro il programma di grafica.
Un foglio di bit da riempire con segni che rappresentino una cosa che non esiste ma che sarà.
Una casa, una nuova casa.
Ho davanti a me gli appunti presi durante il colloquio con i clienti. Come vorrebbero il loro nido, il piccolo ma grande mondo in cui vivranno per tutta la loro vita.
Sogni da materializzare. In fondo anche io sono un mago. Un alchimista. Da elementi poveri e comuni concepire una cosa preziosa.
Leggo il primo appunto. Guardare tutte le puntate di..... soap opera!
Ma che ho scritto?
Ah, ricordo.
- Ingegnere, ha presente la scala della villa di Beautiful nel soggiorno dei Forrester?
- Ha presente l’ingresso della casa del proprietario dell’ipermercato di Centovetrine?
- Ha presente la cucina della residenza Visconti che Pier Francesco Moretti di Vivere ha comprato e restaurato da poco?
- Ha presente la piscina della villa di Un posto al sole?
- Ehm... veramente guardo la tv solo la sera, signora. Non guardo le telenovelas.

La signora mi guarda tra il sorpreso e lo schifato. Come se avessi bestemmiato.
- Telenovelas? Ma no, sono soap opera.
- Ah, opere per saponette.
- Saponette? Ma che dice?
- Nulla nulla, mi scusi. Dicevamo?

Non ho preso l’appunto dello sguardo del marito. Ma ricordo alcuni ammiccamenti che mi lanciava di nascosto della moglie. Come dire: la faccia contenta, per favore!
- Mi raccomando, ingegnere, voglio che la mia sia una casa ammirata e invidiata da tutti.
Pensavo. Ma è la casa in cui vivranno o il simbolo delle loro ricchezze?
E ora sto qui a provare, cancellare, riprovare, ricancellare.
Una sigaretta dietro l’altra.
Non riesco a farmi coinvolgere. Creare, anche su ordinazione, è una cosa che deve piacermi, affascinarmi, coinvolgermi. E invece.....
Ecco cosa mi mancava. Un po’ di musica. Clic.
Una voce roca e da negro riempie di melodia lo studio. Una coltre di tenerezza mi copre. Parole semplici, versi profondamente banali entrano nei pori della mia pelle e corrono verso il cuore.

Vedo alberi verdi, anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso


La mente corre indietro verso una vita passata, un’altra vita.
Rivedo me stesso seduto davanti a un tavolo coperto da un’incerata con disegni floreali. Un vaso con dei fiori di plastica al centro. Un tavolo che serviva per mangiarvici, per studiarvici, per stirarvici, per cucirvici, per giocarvici, per farvici i conti delle spese mensili, sempre troppe rispetto al magro bilancio familiare.
I libri aperti, un quaderno a righe. Scrivo con la testa inclinata verso la mia spalla sinistra, le labbra strette che lasciano uscire la punta della lingua, lo sguardo corrucciato e impegnatissimo.
All’altro capo del tavolo vedo mia madre, seduta su una sedia impagliata. Le spalle coperte da uno scialle di lana da lei ricamato. China su delle stoffe e intenta a tagliare, cucire, rattoppare. Le lenti spesse e pesanti dovute al mio parto doloroso. Vestita semplicemente con una leggera vestaglia da casalinga sopra gli abiti. Vestiti da lei cuciti, così come i miei.
Dalle labbra serrate su un filo di cotone esce, mormorata, una canzoncina... non ti fidar di un bacio a mezzanotte..... non ti fidar di stelle galeotte.... mezzanotte per amar, mezzanotte per sognar, fantasticar.....
Entrambi lavoriamo alla luce fioca di una lampadina che pende dalla trave di legno del tetto. Ricordo ancora quel filo coperto da una carta velina color pastello, legata a tratti come si legano i salsicciotti.
Un pavimento sgangherato in cotto rosso, sempre polveroso nonostante il continuo lavarlo.
Pareti intonacate sconnessamente, dipinte con un latte di malta color azzurrino. Rigonfie e sgretolate alla base per l’umidità.

Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso


Vedo chiaramente l’alito che esce dalle nostre bocche trasformandosi in leggere, impalpabili folate di nebbia. La casa fredda e umida. Alzando gli occhi vedo il tetto dal basso. Qualche trave, qualche travetto in legno e poi direttamente le tegole.
Ho ancora dentro le orecchie il raschiare di zampette su quelle tegole durante le ore notturne.
Un’unica stanza dentro cui passavamo quasi tutte le nostre giornate a casa.
In un angolo, diviso dal resto della stanza da un muretto alto un paio di metri e da una tendina a righe, il bagno. Il bagno, insomma, giusto per inserirvi una pilozza e un vaso. Null’altro.
Alle spalle un’altra stanza. Non areata e non illuminata da alcuna finestra.
La stanza da letto in cui dormivamo noi tutti. I miei genitori, io e mio fratello. Quei letti sui quali nemmeno quattro coperte ci difendevano dal freddo.
Un’abitazione freddissima in inverno e caldissima in estate.
Un intreccio di odori. Qualcosa che bolle in pentola. La varechina entro cui galleggiavano dei panni. Il fumo di un braciere posato sotto il tavolo.

I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?"
Stanno davvero dicendo "Ti amo"


Vedo me stesso finire i compiti, sistemare libri e quaderni. Fermare lo sguardo solo un attimo su mia madre.
- Mamma, ho deciso. So cosa voglio fare da grande.
- Ah si? E dimmi cosa.
- Farò l’ingegnere. Disegnerò case.
- Bello! E come mai?
- Perché voglio per te una casa bellissima, soleggiata, tiepida in inverno e fresca in estate. Dove ci sarà una vasca da bagno entro la quale potremo stare per ore a scaldarci nell’acqua bollente. Acqua calda che esce dai rubinetti. Dove io e Domenico avremo la nostra stanzetta. Dove tu avrai una cameretta in cui stirare, cucire e, se ti va, leggere un libro da sola. Dove avremo un bel divano dal quale guarderemo tutti insieme la televisione. E dove avremo la televisione.

Vedo mia madre guardarmi con un sorriso colmo di amorevolezza, gli occhi lucidi e dirmi:
- E allora sarai ingegnere e io ti aiuterò.
Vedo mia madre alzarsi e venirmi incontro.
Vedo mia madre abbassarsi su di me.
Vedo mia madre darmi un bacio sulla fronte.

Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso


Ebbene si. Cancello tutto. Ricominciamo daccapo.

- Una cucina-pranzo, spaziosa e funzionale. Pareti in giallo che sostiene le funzioni epatiche o in arancio che stimola l'appetito. Divani morbidi ma non importanti, sui quali cadere su dolci pennichelle. Dai quali guardare la televisione mentre i ragazzini romperanno piacevolmente con i loro giochi chiassosi. Sui quali, mentre i figli dormono, loro due faranno l’amore. Un grande tavolo, sul quale qualche amico brillo, nelle divertenti feste di gruppo, salirà a danzare un tip-tap alla Fred Astaire.
- Uno studio con alcune pareti piene di libri, fino al soffitto. Mobili in legno intarsiato, color noce, colore caldo. Un camino, sempre acceso in inverno. Pavimenti coperti da morbidi tappeti. Muri con parati gialli e decori in verde o in turchese. Una poltrona comoda, illuminata da un’elegante abat jour, sulla quale lui trascorrerà le giornate tediose a sorridere dell’italiano sgangherato di Catarella, a perdersi nelle stupende e squisite ricette di Pepe Carvalho, a intristirsi delle miserevoli condizioni di Jean Vanjan.
- Una veranda, stracolma di hybiscus, gerani, bouganvillea, gelsomini, davanti la casa. Dalla quale riempire lo sguardo, seduti su un divano in vimini imbottito da cuscini, di un giardino pensile arricchito di fiori colorati e profumati, di un panorama ricco di verdi agrumeti e di un orizzonte pennellato dell’arancione di un’alba. Nella quale gustarsi un the freddo e il refrigerio in quelle serate d’estate a osservare le stelle dei paesini posti ai piedi dell’Etna. Posando gli sguardi sul bambino che dorme nella culletta coperta da un velo al riparo delle zanzare.
- La loro stanza da letto.... la camera dei bambini.... il bagno......

Beh, ora forse va meglio. Mi fermo qui, domani riprendo.
Perché dovrei tradire quel bambino che sognava una casa per la sua mamma?

Commenti

Tu sei delizioso quando scrivi.

Scritto da: giuliacorsi | 21/12/2004

... Leggerti e come sempre perdermi... vedere immagini che scorrono fra le tue parole... i colori e le cose ... sentirne quasi l'odore...e poi il rumore... Vorrei tanto una casa ... una casa tutta mia e per i miei bambini... un piccolo giardino per prendermi un cagnone ... un pastore tedesco... amo questo tipo di cane perchè mi ricorda il cane di una amica... finito sotto una macchina... La cosa dolcissima che ricordo di lui mi riporta a quando ero incinta di Laura ,,, la mia prima bambina... Nessuno mi parlava... nessuno era felice di questa mia gravidanza ... nemmeno il futuro padre.. per tutti era un errore... Un figlio non è Mai un errore... é solo Amore! Laura era amore puro ... Mia madre non mi parlava mio padre nemmeno alcuni amici commentavano il mio errore ... i fratelli tacevano... pochi amici capivano ...e il cane della mia amica... non mi lasciava un attimo sola.La mia amica aveva un baretto prorpio nel parco sotto casa mia ... ed io passavo parecchie ore con lei e all'aperto con la mia bimba nella pancia... e se decidevo di passeggiare, il cane della mia amica la guardava e aspettava che lei con un cenno della mano gli diceva : " Vai ! vai con lei si! " Non voleva mai che mi allontanassi sola... e mai lo ha fatto ... se non per innamorarsi perdutamente di una cagnetta e per seguirla si era allontanato di nascosto e nell'attravers are un vialone per raggiungerla... Ecco amico dolcissimo... vorrei una casa con un piccolo giardino ed un cane... E forse saprei da chi mi farei aiutare per sognarla meglio... ti adoro emaluna (*

Scritto da: ema.lunablu | 21/12/2004

Gioia, ora che abbiamo acchiappato la casa dello zio.........m' aiuti tu a sdirrupari e sistimari?
E poi........ ma a ttia?........dd u verde pisello delle porte?....col rosa delle pareti?.....un ti fa n'fuscari a testa? UN BACIO...Fridda
P.S. O'cunticcillu subitu subitu senti!

Scritto da: null | 21/12/2004

Caro Alain, il mio regalo di Natale qui sul blog, l'ho già avuto con il tuo commento.Non ti leggevo da tanto... Per la prima volta non mi fermo a leggere, perché nonostante tutto, la mia Napoletanità è tutta intatta e ho la casa piena di gente e un mucchio di cose da fare. Sono anche allegra, solo che i ricordi mettono sempre malinconia e questi li ho pescati in vecchie pagine di tanto tempo fa. Ora vado, ma torno subito perché lo sai che mi piace molto come scrivi.Un bacio e auguri anticipati.

Scritto da: setteparole | 22/12/2004

tesorino mioooo,finalmen te ti ritrovo........ mi mancavi sai??dov'eri finito?'??tant o tanto lavoro??'io in questi giorni sempre di corsissima per lavoro e per la mia nuova casetta.....al mare,con un terrazzo immenso ed il giardino (per farla bellissima ci mettiamo insieme io e te??? ti fai pagare??? quanto costi??? ummhhh ummhh )per l'abbraccio forte forte io me lo prendo e te lo rendo ancora piu' grande,bacio immenso ,voglio leggerti o sentirti in qualche modo per farti gli auguri per benino ok???
ssssmmmmmmaaaaa accccckkkkkk Rosanna

Scritto da: ilsoleelacometa | 22/12/2004

Ci sono ricordi marchiati a fuoco e ci sono persone che riescono a passarti il marchio. Tu appartieni a questa categoria: sai trasferire l'amore.

Scritto da: notimetolose@v | 22/12/2004

Mi hai fatto uno dei più bei regali di Natale venendomi a trovare. Ci sono persone , qui, che ti hanno acchiappato il cuore per sempre, anche se non le hai mai viste, anche se non le vedrai mai, anche se è una frequentazione a intermittenza.

Scritto da: notimetolose@v | 22/12/2004

Grazie per le tue parole, la solidarietà è un dono preziosissimo. Ricambio gli auguri e volevo dirti che leggere il tuo post mi ha commosso e ritemprato nello stesso tempo. Buonanotte, Gea

Scritto da: gea.71 | 22/12/2004

Buongiorno Ingegnere! Quanta poesia e amore nelle tue parole! Assomiglia alla casa dove sono cresciuta io da piccola, senza bagno e ogni tanto qualche topino che timidamente si nascondeva! mi vergognavo ad invitare amiche, ma nella mia infanzia ce ne sono state tante: sento ancora le risate quando ci rotolavamo giù dagli argini (a parte qualche volta che incontravamo ortiche lungo la discesa!), oppure quando in piena estate ci fiondavamo ad occhi chiusi sotto i getti dell'acqua per l'irrigazione. .!! Ti abbraccio forte augurando a te e alla tua famiglia ogni colore di quelle pareti, Buone Feste di cuore!

Scritto da: io.libera | 23/12/2004

Mi hai incantata col tuo racconto!!!! Ricambio il tuo sorriso, e ti auguro buone feste e di trovarti di nuovo, a presto C.

Scritto da: lontanoda | 23/12/2004

ricordo ancora il tuo post del natale precedente....f u allora che inizia a leggerti....io ti auguro un felice e dolce Natale.....con il cuore Alain....Auguri !.....Gilda

Scritto da: GelidoCapriccio_f | 25/12/2004

Ho fatto bene a ritornare e a leggere con calma, così ho gustato fino in fondo la tua "casa",quella della memoria e quella della fantasia e la casa che nasce ogni volta dalla tua creatività. Sono certa che tu non lo hai mai tradito quel bambino. Si vede dalla tenerezza dei tuoi ricordi, dal modo in cui parli della tua vita passata, dalla dolcezza che sai imprimere alle tue parole. Parole che colpiscono e lasciano un segno in tutti, come si vede dai commenti. La gente non ti dimentica anche se tu sei un po' ballerino. Ciao, Alain, ancora auguri e non sparire.

Scritto da: setteparole | 26/12/2004

E' già da un pò che non vedo il tuo nick in chat ma venire qui ogni tanto e leggere (e rileggere!!) ciò che scrivi mi fa sentire meno la tua assenza e che non sei poi così lontano... Complimenti per il post, semplicemente meraviglioso.

B*U*O*N A*N*N*O


*Lun4*

Scritto da: null | 31/12/2004

what a wonderful world... ma quel bambino l'ha solo sognata la casa x la sua mamma? Mi piace pensare che l'abbia realizzata e che quel mondo meraviglioso non sia echeggiato solo nelle sue orecchie, ma si sia materializzato davanti agli occhi di coloro che lui ha amatoe spero ami tuttora.
Anch'io facevo sogni simili al tuo... in parte li ho realizzati... l'altra parte è rimasta sogno... ma forse è meglio così... restare con qualcosa in sospeso, qualcosa che ci fa sentire che non abbiamo ancora terminato... e che ancora molto ci resta da fare.
Sei stato una sorpresa, non c'è che dire! Chissà perché spesso in chat viene fuori solo una parte di noi e non certo la migliore.
Ti faccio i miei complimenti... non complimenti da chat, ma reali, da persona... ciao Halle/Giusi

Scritto da: null | 17/01/2005

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