30/12/2004

BOSSI-FINI...... IBRAHIM-AZIZ

Ci sono personaggi che, per le loro idee, per i loro valori, per la loro chiaroveggenza, riescono a modificare il corso della Storia. E, grazie a loro, i libri di scuola dovranno essere riscritti. E, grazie a loro, l’Umanità è salvaguardata.
Due di questi sono, per nostra fortuna e per nostro orgoglio, i signori Bossi Umberto e Fini Gianfranco.
Quando quegli sporchi comunisti, pochissimi anni fa, governavano il nostro paese, i nostri due Eroi dichiaravano quanto segue.
- I clandestini sono una piaga a cui mettere fine.
- Per noi l’immigrazione clandestina è la morte.
- Le espulsioni sono un toccasana perché fanno capire alla gente che facciamo sul serio. Una misura necessaria per fronteggiare l’emergenza e guarire una ferita purulenta, una piaga, inferta dai clandestini alle società europee.
- Visto che vogliono l’otto per mille, noi ai clandestini gli (sic!) diamo il mille per mille di calci in culo.
- Otto per mille? No, mille per mille di clandestini buttati fuori.
- Quando penso a quanti stupri e omicidi in meno ci saranno, perché non ci saranno più quelli che li commettono, allora penso che ne è valsa la pena.
- Il popolo leghista contro i clandestini: Ci mandano i delinquenti, bisogna buttarli a mare.
- Ma lei lo sa che ci sono paesi che svuotano le galere mandandoci qui i delinquenti? Bisognerebbe buttarli a mare.
- Il regime ulivista ha deciso di imporre ufficialmente la società multirazziale in Italia ed in Padania, creando il caos e facendo aumentare vertiginosamente il tasso di illegalità. La Legge Turco-Napolitano è una legge che è stata influenzata ed in gran parte scritta dai gruppi di pressione immigrazionisti della sinistra, che vogliono crearsi un enorme serbatoio di voti extracomunitari. Non sono certo mancati gli appoggi di una certa parte del mondo cattolico che, attraverso innumerevoli associazioni “caritatevoli”, hanno attinto a piene mani dai finanziamenti pubblici previsti per le attività di accoglienza e di cooperazione. Rimane sempre la legittima curiosità di conoscere quanta parte di quei soldi sia stata effettivamente finalizzata agli scopi prefissi.
- La nostra gente ha il sacrosanto diritto a mantenere e difendere le proprie identità etnico-culturale e religiosa e a non essere ridotta ad una minoranza residuale.
- Bisogna salvaguardare la nostra Cultura, le nostre Radici, la nostra Religione, la nostra Tradizione, la nostra Razza!

Per nostra fortuna, grazie al Grande Silvio, il regime comunista è stato sconfitto e i nostri due Eroi hanno scritto una Legge dello Stato che ha sistemato tutto. Meno male!
Poi, un mattina di un giorno vicino al Natale, entri nel solito bar, ordini una calda brioche e un cremoso cappuccino. Ti siedi a un tavolino e cominci a sbirciare un quotidiano poggiato lì sopra. Leggi svogliatamente le notizie. E gli occhi ti cadono su un articolo di cronaca. Smetti di masticare la brioche.
Ibrahim è un ragazzo curdo-turco di diciassette anni. Dopo una lunga malattia, cinque anni fa gli muore la madre. Il padre si risposa e la matrigna lo picchia. Il padre non lo difende, è indolente e vittima della nuova moglie. I fratelli lo lasciano solo. Ibrahim è oggetto di continui maltrattamenti e completamente indifeso e si affida all'unica persona che gli vuole ancora bene, lo zio paterno. Lo zio gli è affezionato e paga tantissimi soldi alla mafia turca per il viaggio che Ibrahim affronterà da solo, verso la libertà, lontano dalla matrigna che lo odia e non vuole prendersi cura di un portatore di handicap. Si, perchè Ibrahim è un disabile psichico.
Dopo un lungo e avventuroso viaggio, Ibrahim sbarca sulle coste siciliane. All’inizio è triste perchè è solo, ha perso tutti gli affetti, compreso quello dello zio che lo amava. Però è libero, lontano dalle angherie.
Nel centro di accoglienza della Caritas conosce Suor Giuseppina, donna generosa e battagliera, che lo adotta e lo aiuta a inserirsi.
- Ci siamo accorti, attraverso l'interprete, che Ibrahim non era del tutto normale. Lui non diceva una parola. Ci sembrava strano questo ragazzo, ma non avevamo capito il suo dramma, dato che non parlava. Però sorrideva sempre a tutti, a chiunque.
Per capire la sua storia un giorno si avvalgono, come interprete, di Aziz.
Anche Aziz è giovanissimo, ha ventuno anni, è curdo, è istruttore di arti marziali. Anche Aziz è venuto in Italia a cercare una vita migliore, la libertà.
Aziz ha eletto a fratello Ibrahim. Lo ospita a casa sua. Gli da’ da mangiare.
- Mi sento responsabile per Ibrahim. Sono tornato in Sicilia per rinnovare il permesso di soggiorno. Vorrei rimanere qui, se riesco a trovare lavoro in qualche palestra come istruttore per la disciplina di arte marziale che io svolgo. Altrimenti, torneremo tutti a Milano. Certo mi porterò anche Ibrahim.
Aziz non è solo. Con lui sono venuti dei cugini.
- Per noi curdi è normale prendersi cura gli uni degli altri. Ibrahim è malato, è solo, chi può avere cura di lui?.
Aziz, a ventuno anni, si ritrova padre e fratello di un ragazzo diciassettenne.
Per Natale saranno tutti insieme, non avranno un gran cenone, stapperanno qualche bottiglia di birra e forse faranno una telefonata ai parenti rimasti in Turchia. Ibrahim telefonerà allo zio.
Aziz, l'unico che ha più soldi di tutti gli altri, pagherà la cena per tutti.
Aziz ha chiesto ad Ibrahim quale regalo di Natale desidera.
- Voglio un lavoro, un posto da vivere e la libertà.
Chiudi il quotidiano. Non riesci più a inghiottire la brioche. E pensi.
Pensi che, grazie ai nostri due Eroi italiani, questi stranieri non contamineranno la nostra Razza. La nostra Razza... di COGLIONI!

Commenti

a me di questa legge fa pensare a come considerano l'essere umano in se...
merce da lavoro , risorsa, non persona!!!!
come si puo' dire che una persona, un individualita' , un anima abbia diritti solo se lavora.
non c'è scritto cosi' sulla costutuzione...

Scritto da: gabbianina1986 | 30/12/2004

AUGURI!....feli ce anno nuovo ....

Scritto da: GelidoCapriccio_f | 31/12/2004

Uffaaa! Com'è che quando ti leggo mi viene il magone? (Tradotto significa groppo in gola, che non va ne' su ne' giù e vorrebbe solo sciogliersi in pianto) Vabbè, sarà la fine d'anno. Ho sbirciato il tuo blog per farti gli auguri per il 2005 e dirti che almeno, finchè ci saranno persone come te, credo che i coglioni avranno vita dura - almeno è quello che mi ripeto in continuazione. Gea.

Scritto da: gea.71 | 31/12/2004

Sono passata per un saluto, leggendo il tuo post ho come al solito ho sentito agitarsi in me il rifiuto!!! Questo argomento mi manda in bestia, che dirti speriamo che il nuovo anno porti cambiamenti!! Flebile speranza, ma non voglio perdere anche quella!! C.

Scritto da: lontanoda | 02/01/2005

Un Capodanno che fa pensare questo, più di tutte le altre volte. Un Capodanno difficile che forse potrebbe insegnarci qualcosa. Sono tornata amico,un saluto affettuoso e un sacco di auguri.

Scritto da: setteparole | 02/01/2005

Grazie per il tuo passaggio e a presto, buona serata, Gea

Scritto da: gea.71 | 03/01/2005

Non esistono solo le varie razze al mondo: italiani, israeliani, turchi, francesi, americani... ma esistono persone italiane, persone israeliane, persone turche, persone francesi,person e americane, ecc.. coglione e altrettante buone.... e tutti hanno sempre qualcosa da imparare. Un abbraccio Alain, sempre bello qui!

Scritto da: io.libera | 04/01/2005

un saluto e un abbraccio Gilda

Scritto da: GelidoCapriccio_f | 11/01/2005

;-P tra un pò termina anche il 2005.... un abbraccio ovunque tu sia!

Scritto da: io.libera | 12/01/2005

ciao....ogni tanto passo per un saluto...stai bene?...spero di si...un abbraccio gentiluomo

Scritto da: GelidoCapriccio_f | 28/01/2005

un saluto......Gil da

Scritto da: GelidoCapriccio_f | 12/02/2005

Ciao.Come stai?

Scritto da: setteparole | 22/02/2005

Non so se ti faccia piacere un mio commento qui da te... ma mi manca tanto leggere i tuoi racconti!! Un abbraccio forte ovunque ti trovi!

Scritto da: io.libera | 23/03/2005

nonostante il fatto che io sia di destra come l'autore,non condivido molto i toni della sua opera8in certe proposizioni estremamente duri). Ricordiamoci che le diverse idee e opinioni vanno rispettate e tutelate.

Scritto da: null | 31/03/2005

ho un amico quì a Catania, si chiama Eric (non è il vero nome) ed è un omone nero del Congo. Lui mi diceva che voleva portare i suoi figli in Africa, perchè lì i bambini giocano insieme e entrano insieme giocando nelle case
perchè lì le mamme, le nonne, le zie, guardano i loro ragazzi, ma anche i figli degli altri.
Perchè in Africa si hanno mille amici e mille fratelli,
perchè fratello è anche il vicino di casa, il parente più lontano ed il più lontano cugino ed è per questo che da loro non esiste il concetto di "adozione" perchè sempre ed in ogni caso, lo zio, il nonno, il cugino, la nipote, accolgono in casa come figlio, chi è solo o senza casa.
l'Africa è solidarietà, ed io vorrei essere nata in Africa
ad Alain

Scritto da: marlucy | 03/04/2005

Scrivi un commento